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Indice - старонка 25


me, e mi lascerai guardare sotto il vestito." "Egli si allungò sul

pavimento e Bijou si accovacciò sopra di lui, reggendo il vestito in

modo che poi cadesse coprendogli la testa. Egli le prese le natiche tra

le mani come un frutto e le passò la lingua tra i due monti, più volte.

Poi le accarezzò il clitoride, il che fece ondeggiare Bijou avanti e

indietro. La lingua di lui sentiva ogni reazione, ogni contrazione.

Piegandosi su di lui, essa vide il suo pene eretto vibrare a ogni gemito

di piacere. Bussarono alla porta. Bijou si alzò in fretta, tutta

confusa, con le labbra ancora umide di baci e i capelli scompigliati. Il

chiaroveggente invece rispose con tutta calma: "Non sono ancora pronto."

Poi si voltò verso di lei con un sorriso. Bijou rispose al sorriso,

mentre lui si rivestiva in fretta. Ben presto tutto fu di nuovo in

perfetto. ordine. I due si accordarono per rivedersi. Bijou voleva

portargli le sue amiche Leila ed Elena. Gli sarebbe piaciuto? Lui la

pregò di farlo e le disse: "Per lo più le donne che vengono qui non mi

tentano. Non sono belle, ma tu... Vieni quando vuoi, ballerò per te." La

sua danza per le tre donne ebbe luogo una sera, dopo che tutte le

clienti se ne furono andate. Egli si spogliò, rivelando il suo corpo

bruno dorato e lucente. Alla vita si era legato un pene finto, modellato

sulla forma del suo e dello stesso colore. Disse loro: "Questa è una

danza del mio paese d'origine. La eseguiamo per le donne nei giorni di

festa." Nella stanza illuminata debolmente, dove la luce brillava sulla

sua pelle come un piccolo fuoco, egli incominciò a muovere il ventre,

facendo ondeggiare il pene in modo estremamente allusivo. Spingeva il

corpo in avanti, come se stesse penetrando una donna e simulava gli

spasmi di un uomo in preda alle svariate sensazioni di un orgasmo. Uno,

due, tre. Lo spasmo finale fu incontrollabile, come quello di un uomo

che dà la vita nell'atto sessuale. Le tre donne osservavano. All'inizio

risaltava solo il pene finto, ma poi, nella foga della danza, quello

vero incominciò a competere con l'altro in lunghezza e dimensioni, e

ormai entrambi si muovevano in sincronia coi gesti dell'uomo. Egli

chiuse gli occhi e pensò che non aveva bisogno delle donne. L'effetto su

Bijou fu potente. Si tolse il vestito e incominciò a ballargli intorno

allettandolo. Ma l'uomo si limitò a toccarla di quando in quando con la

punta del sesso, ogni volta che le passava accanto, e continuò a

piroettare e a lanciare il corpo nello spazio come un selvaggio che

danzi contro un corpo invisibile. L'esibizione turbò anche Elena, che si

tolse a sua volta. il vestito e si inginocchiò accanto a loro, solo per

essere nell'orgia della loro danza sessuale. All'improvviso desiderò di

esse presa sino a sanguinare da questo pene grande, forte, saldo che

ondeggiava davanti a lei mentre l'uomo eseguiva una danza del ventre

maschile, con i suoi movimenti tentatori. Anche Leila, che non

desiderava gli uomini, venne trascinata dallo stato d'animo delle altre

due donne e cercò di abbracciare Bijou, ma questa non volle saperne. Era

affascinata dai due peni. Leila cercò di baciare anche Elena, poi

strusciò i capezzoli contro entrambe le donne, cercando di sedurle. Si

attaccò a Bijou, cercando di approfittare della sua eccitazione, ma

Bijou continuò a concentrarsi sugli organi maschili che le oscillavano

davanti agli occhi. Aveva la bocca aperta e, anche lei, sognava di

essere posseduta da un mostro dai due sessi, capace di soddisfare in un

sol colpo i suoi due centri di piacere. Quando l'Africano cadde sul

pavimento, esausto per la danza, Elena e Bijou balzarono su di lui

simultaneamente. Bijou inserì in fretta un pene nella sua vagina e uno

nel retto poi si contorse sul ventre di lui selvaggiamente, senza

interruzione, finché cadde soddisfatta, con un lungo grido di piacere.

Elena la spinse via ed assunse la stessa posizione. Ma vedendo che

l'Africano era stanco, non si mosse, aspettando che recuperasse le

forze. Il pene rimase eretto dentro di lei, e mentre ella attendeva

incominciò a contrarsi, molto lentamente e dolcemente, temendo di avere

un orgasmo troppo in fretta, che mettesse fine al suo piacere. Dopo un

momento, egli l'afferrò per le natiche e la sollevò in modo che ella

potesse sentire la pulsazione rapida del suo sangue. Poi la piegò, la

modellò, la spinse, la tirò, per assecondare il suo ritmo, finché non

arrivò a gridare, e allora Elena si mosse in cerchi intorno al pene

gonfio, finché l'uomo non venne. Poco dopo egli fece accucciare Leila

sopra la sua faccia, come aveva fatto prima con Bijou, e le nascose il

viso tra le gambe. Benché Leila non avesse mai desiderato un uomo,

sperimentò una nuova sensazione, mai provata prima, mentre la lingua

dell'Africano la titillava. Desiderava essere presa da dietro. Cambiò

posizione e gli chiese di introdurle il pene finto. Si mise sulle mani e

sulle ginocchia e l'uomo fece quel che gli aveva chiesto. Elena e Bijou

osservarono stupite che mostrava le natiche con evidente eccitazione, e

l'Africano graffiò e morse mentre muoveva il pene falso dentro di lei.

Dolore e piacere si mescolavano nel suo corpo, perché il pene era

grosso, ma Leila rimase sulle mani e sulle ginocchia, con l'Africano

saldato a lei, e si mosse convulsamente finché non ottenne il suo

piacere. Bijou andò spesso a trovare l'Africano. Un giorno, mentre erano

sdraiati insieme sul divano, egli le affondò il viso sotto le ascelle,

inalò il suo odore e, invece di baciarla, incominciò ad annusarla

dappertutto, come un animale. Prima sotto le braccia, poi tra i capelli,

poi tra le gambe. E annusandola si eccitò, ma non la prese. Le disse:

"Sai Bijou, ti amerei di più se ti facessi il bagno meno spesso. Amo

l'odore del tuo corpo, ma è debole, si attenua con tutti i tuoi lavacri.

E' per questo che desidero raramente le donne bianche. A me piace

l'odore forte di donna. Per piacere, lavati un po' meno." Per

compiacerlo, Bijou si lavò meno. Egli amava soprattutto l'odore tra le

sue gambe, quando non si era lavata, lo splendido odore di conchiglia

marina, di sperma e di seme. Poi chiese di tenergli da parte la sua

biancheria intima. Di indossarla per qualche giorno e poi di

portargliela. Per prima cosa gli portò una camicia da notte che aveva

indossato spesso, nera e raffinata, coi bordi di pizzo. Con Bijou

sdraiata al suo fianco, l'Africano si coprì il viso con la camicia da

notte e ne inalò gli odori. Poi si sdraiò di nuovo, estasiato e

silenzioso. Bijou vide che sotto i pantaloni il desiderio incominciava a

premere. Si piegò leggermente su di lui e incominciò a slacciare un

bottone, poi un altro, poi un terzo, infine gli aprì i pantaloni e cercò

il sesso che era puntato verso il basso, imprigionato dalle mutande

strette. Dovette di nuovo slacciare dei bottoni. Alla fine vide il

baluginio del pene, tutto scuro e liscio. Infilò la mano dolcemente,

come se si accingesse a rubarlo. L'Africano, con la testa coperta dalla

camicia da notte, non guardava. Bijou tirò lentamente il pene verso

l'alto sciogliendolo dalla sua posizione costretta e lo liberò. Ed

eccolo balzare su, dritto, liscio e duro. Ma l'aveva appena toccato con

la bocca che l'Africano lo allontanò da lei e, presa la camicia da note,

tutta stropicciata, la stese sul letto e vi si gettò con tutto il suo

corpo, affondandovi il sesso e muovendosi su e giù contro di essa, come

se fosse Bijou. Ella lo osservò affascinata dal modo in cui si buttava

sulla camicia da notte ignorando lei. I suoi movimenti la eccitavano.

Egli era in preda a una frenesia tale che sudava e dal suo corpo emanava

un odore animale intossicante. Bijou gli si gettò sopra ma l'uomo

sopportò il suo peso sulla schiena senza curarsi di lei e continuò ad

agitarsi contro la camicia da notte. Lo vide affrettare i movimenti, poi

interrompersi. Si girò la spogliò molto dolcemente. Bijou pensava che

ormai avesse perso l'interesse per la camicia da notte e che avrebbe

fatto l'amore con lei. Le tolse le calze, lasciandole le giarrettiere

sulla pelle nuda. Poi le sfilò il vestito, ancora caldo del contatto con

il suo corpo. Per fargli piacere, Bijou aveva messo delle mutandine

nere. E anche queste gliele tolse lentamente, fermandosi a metà strada

per guardare la carne d'avorio che ne emergeva, un pezzo del culo,

l'inizio della valle delle fossette. E qui la baciò, facendo scorrere la

lingua su e giù per la deliziosa fessura, mentre continuava a toglierle

le mutandine. Non lasciò un solo punto senza baci, mentre gliele faceva

scivolare lungo le cosce, e la seta era come un'altra mano sulla carne

di Bijou. Alzando una gamba per liberarsi delle mutandine, offrì

all'amante la vista completa del suo sesso, e lui la baciò anche lì. Poi

Bijou alzò l'altra gamba e gliele mise entrambe sulle spalle. Egli

continuò a baciarla, tenendo le mutandine tra le mani e la lasciò

bagnata e ansimante. Poi si staccò da lei per affondare la faccia nelle

mutandine e nella camicia da notte, si avvolse il pene nelle calze e si

mise il vestito di seta nera sul ventre. Pareva che i vestiti avessero

su di lui lo stesso effetto di una mano. Era sconvolto dall'eccitazione.

Bijou cercò di nuovo di toccargli il pene con la bocca, con le mani, ma

lui la respinse ed ella rimase sdraiata al suo fianco nuda e smaniosa,

testimone del suo piacere. Era provocante e crudele. Poi cercò di

baciare il resto del suo corpo, ma lui non reagì alle sue carezze.

Continuò ad accarezzare, a baciare e ad annusare i vestiti finché il suo

corpo non incominciò a tremare. Si abbandonò di nuovo, col pene che si

agitava nell'aria, senza niente che lo circondasse, che lo tenesse. Fu

scosso da un brivido di piacere dalla testa ai piedi, morse le

mutandine, le masticò, con il pene eretto vicino alla bocca di Bijou, e

tuttavia a lei inaccessibile. Finalmente il pene ebbe un tremito

violento e, appena sulla punta apparve la schiuma bianca, Bijou gli si

gettò sopra a raccogliere gli ultimi spruzzi. Un pomeriggio in cui Bijou

e l'Africano erano insieme e Bijou non riusciva a suscitare nell'amante

il desiderio del suo corpo, gli disse esasperata: "Senti, mi sta venendo

una vulva ipersviluppata grazie ai tuoi baci e morsi costanti. Tiri le

labbra come se fossero capezzoli. Tra un po' mi diventeranno più

lunghe." Allora egli prese le labbra tra il pollice e l'indice e le

esaminò Le spalancò come i petali di un fiore e disse: "Si potrebbe

bucarle e attaccargli un orecchino, come si fa da noi in Africa. Mi

piacerebbe fartelo." Continuò a giocare con la vulva che gli si irrigidì

sotto le dita, mentre un fluido bianco appariva ai bordi, simile alla

schiuma delicata di un'ondina. Egli si eccitò e la toccò con la punta

del pene. Ma non la penetrò. Era ossessionato dall'idea di bucare quelle

labbra come fossero state i lobi delle orecchie e appendervi un piccolo

orecchino d'oro, come aveva visto fare alle donne del suo paese. Bijou

non pensava che facesse sul serio e si godeva le sue attenzioni. Ma sul

più bello egli si alzò e andò a prendere un ago. Bijou dovette lottare

per allontanarlo e scappò via. E fu così che rimase senza amante. Il

Basco continuava a tormentarla, suscitando i suoi desideri di vendetta.

Quando lo tradiva era più che contenta. Camminava per la strada e

frequentava i caffè piena di appetiti e di curiosità; voleva qualcosa di

nuovo, qualcosa che non aveva ancora sperimentato. Sedeva ai caffè e

rifiutava gli inviti. Una sera scese per le scale che portavano al lungo

fiume. Questa zona della città era illuminata debolmente da lampioni

sospesi e i rumori del traffico si udivano appena. Le chiatte ormeggiate

non avevano luce e gli occupanti a quell'ora della notte dormivano già.

Bijou arrivò a un muro di pietra molto basso e si fermò a guardare il

fiume. Si sporse, affascinata dalle luci che si riflettevano nell'acqua.

Poi udì la più - straordinaria delle voci che le parlava all'orecchio,

una voce che la incantò immediatamente. Le diceva: "Ti prego, non

muoverti, non ti farò male, ma resta dove sei." La voce era così

profonda, ricca, raffinata, che Bijou obbedì e si limitò a girare la

testa. Si trovò accanto un uomo alto, bello, ben vestito, in piedi

dietro di lei. Sorrideva nella luce tenue, con un'espressione

amichevole, disarmante, galante. Poi anche lui si sporse sul muretto e

le disse: "Trovarti qui in questo modo è stata l'ossessione della mia

vita. Non sai come sei bella con i seni schiacciati contro il muretto e

il vestito che si rialza dietro. Come sono belle le tue gambe." "Ma

dovresti avere un sacco di amiche,¯ rispose Bijou sorridendo. "Nessuna

che abbia mai desiderato come desidero te. Solo non muoverti, ti prego."

Bijou era incuriosita. La voce dello sconosciuto l'affascinava e la

teneva come in trance al suo fianco. Sentì la sua mano che le toccava

gentilmente la gamba e si infilava sotto il vestito. Accarezzandola, le

disse: "Un giorno ho guardato due cani che giocavano. Uno dei due era

alle prese con un osso che aveva trovato, e l'altro approfittò della

situazione per fare il suo approccio da dietro. Avevo quattordici anni e

guardandoli provai una violenta eccitazione. Era la prima scena sessuale

alla quale mi fosse dato di assistere e con essa scoprii anche il mio

primo turbamento sessuale. Da allora, solo una donna che si sporge come

te adesso riesce a suscitare il mio desiderio." La sua mano continuava

ad accarezzarla, mentre lui si stringeva più addosso, e, vedendola

arrendevole, cominciava a muoversi dietro a lei come a coprirla col suo

corpo. Bijou ebbe improvvisamente paura e cercò di sottrarsi al suo

abbraccio. Ma l'uomo era forte e Bijou era già sotto di lui, e non gli

restava che piegarle ancor di più il corpo. Le spinse testa e spalle

contro il muretto e le sollevò la gonna. Bijou non aveva biancheria

intima, e l'uomo rimase senza fiato. Incominciò a sussurrarle parole di

desiderio per blandirla, ma nello stesso tempo se la teneva sotto,

completamente in sua balia. Bijou lo sentiva contro la sua schiena, ma

non stava cercando di prenderla, le si schiacciava addosso più stretto
2014-07-19 18:44
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