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Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia - старонка 38


Quindi, l’Oratorio da luogo classico della ‘prevenzione’ è diventato luogo in cui la comunità cristiana, attraverso un preciso progetto educativo, investe tutta la sua potenzialità di annuncio e di testimonianza del messaggio evangelico.



L’Oratorio, perciò, è luogo :



- di aggregazione e di socializzazione che abbisogna di spazi che favoriscono l’incontro e l’accoglienza dei giovani, anche di quelli che normalmente non ‘praticano’ le assemblee liturgiche ;



In sintesi, è il luogo della promozione umana e dell’evangelizzazione in vista della pienezza della maturità di fede della persona. Ambedue gli aspetti vanno proposti e sostenuti da adeguate attività”.

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Quindi si può affermare che l’Oratorio ha l’obiettivo di :

”....promuovere la persona secondo le sue dimensioni fondamentali : la sfera della cognitività, la sfera dell’interiorità/spiritualità, la sfera delle relazioni (personali e comunitarie), la sfera dei comportamenti”.

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Per raggiungere questi obiettivi, l’Oratorio, quindi, organizza attività adeguate. Tra queste, sicuramente hanno una grossa importanza quelle formative e quelle culturali :

”Se l’Oratorio non è solo il luogo del divertimento, del gioco, dello sport, del ritrovo, diventa indispensabile pensarlo anche come il luogo in cui sono programmate e proposte attività formative sistematiche in ordine all’educazione della fede dei ragazzi e dei giovani......L’Oratorio è anzitutto il luogo dove si allargano le relazioni anche con le persone che ieri ed oggi arricchiscono l’umanità con il loro sapere e con le loro capacità espressive ed artistiche....I giovani dovranno essere aiutati a frequentare questi ambienti e ad arricchirsi dei ‘beni’ che la sapienza umana ha accumulato nella storia. Inoltre, l’Oratorio potrebbe essere un luogo che sensibilizza i giovani a grandi questioni ; per esempio, la pace, il volontariato, la mondialità, l’ecologia. I mezzi per realizzare ciò potrebbero essere : convegni, testimonianze, mostre, concerti, ecc.”.

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All’interno del progetto educativo dell’Oratorio, poi, rivestono una grande importanza il momento della ‘festa’ e lo sport.



Per quanto riguarda il senso della ‘festa’, l’Oratorio vuole educare il giovane a considerarla come :

“....tregua salutare per ri-comprendere dove si è, dove si sta andando, per affermare che la vita ha un senso e che va vissuta con speranza. Tutto questo attraverso l’apertura agli altri, il desiderio di condividere, la disponibilità all’incontro, la solidarietà interpersonale”.

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Da sempre, lo sport ha rappresentato uno dei cardini educativi dell’esperienza dell’Oratorio. Lo sport, infatti, è :

”.....una opportunità per umanizzare le relazioni all’insegna dell’armonia corpo-spirito, dell’onestà, della festa, per contribuire alla qualità della vita affermando il valore della gratuità in alternativa alla corsa affannosa del guadagno e del consumo. L’attività sportiva è in vista dell’autorealizzarsi attraverso comportamenti che domandano sacrificio di sé, lealtà, fortezza, autocontrollo e rispetto dell’altro, per allargare la pratica della solidarietà concreta con persone e genti diverse.



Da queste premesse, risulta evidente la necessità di proporre all’Oratorio uno sport educativo che pone al centro la persona (ragazzo, giovane) e la sua crescita.



Lo sport, perciò, è uno strumento, un mezzo, un luogo di crescita personale nella grande avventura di diventare uomo o donna”.

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Quindi, l’Oratorio favorisce un tipo di sport che divenga occasione di educazione e di crescita nei valori :

”Nello sport educativo è necessario ‘perder tempo’ per conoscersi, per interagire con gli altri (tra giocatori, tra giocatori e allenatore e dirigenti), per comunicare, per stare insieme oltre il momento sportivo, pur ricercando sempre più la perfezione di quella disciplina sportiva....nello sport educativo non c’è rifiuto dell’agonismo....L’agonismo educa al sacrificio. C’è il rifiuto dell’agonismo esasperato che vede nell’avversario un nemico da abbattere (educazione alla violenza), più che un partner con cui competere, misurarsi e far festa in un clima di amicizia (educazione alla pace).



Nello sport educativo si cerca il rapporto con le agenzie educative (famiglia, scuola, altre associazioni e istituzioni civili e religiose), il rapporto socio-politico con il territorio.



In definitiva, all’Oratorio è necessario proporre : ‘a ciascuno il suo sport’, ‘uno sport di tutti e per tutti’ (autogestito da volontari), ‘uno sport educativo’ ed essere mossi dall’idea del ‘come’ e ‘per chi’ si fa sport e non ‘per che cosa’ si fa sport”.

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Abbiamo affermato che, nell’ambito dell’Oratorio, il contatto educativo con la famiglia è fondamentale :

”Essendo i genitori i ‘primi maestri della fede’ hanno diritto ad una presenza riconosciuta in Oratorio.



Alcuni facciano parte della comunità educativa, siano invitati a partecipare alle iniziative dei ragazzi e dei giovani, diventino punto di riferimento e di confronto con gli animatori, assumano qualche ruolo specifico di animazione o di cura dei locali, degli impianti sportivi, del bar.



Per favorire il coinvolgimento di tutti i genitori, almeno una volta all’anno, siano riuniti perché possano conoscere gli orientamenti educativi e il programma annuale”.

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Infine, abbiamo più volte affermato quanto sia importante il collegamento tra l’Oratorio e il territorio :

”Il rapporto si concretizza attraverso :



Mi sembra di poter affermare che all’interno di questo Settimo capitolo siano due gli aspetti problematici su cui ritornare più avanti : il ruolo delle Associazioni e dei Movimenti all’interno di una progettazione pastorale diocesana ; il compito educativo della struttura oratoriana, messo in risalto soltanto da pochi progetti.



Le Associazioni e l’Oratorio rappresentano due questioni aperte nell’ambito della pastorale giovanile : mi sembra doveroso prenderle in considerazione nel contesto della ulteriore verifica che mi appresto a compiere.



CAPITOLO OTTAVO

- LE URGENZE ATTUALI.



In questo capitolo metterò in risalto quali siano le principali ‘urgenze’, cioè le principali sfide, che vengono dalla realtà giovanile nei confronti della riflessione pastorale, secondo i progetti presi in esame.



Vorrei, a questo proposito, citare, come introduzione, un paragrafo del progetto della Conferenza Episcopale Siciliana, quando parla, appunto, di urgenze emergenti :



a) Una corretta crescita globale con particolare attenzione alla formazione etica nella dimensione affettiva e sessuale visti i molteplici ‘assalti’ cui sono esposti

(i giovani, ndr)

.



  1. Promuovere una ‘cultura per l’uomo’ nei giovani visto che le piaghe sociali sono una seria minaccia alla società civile e alla missione della Chiesa, minando dall’interno la coscienza etica e la cultura cristiana del nostro popolo....Urge pertanto curare la formazione di coscienze cristiane mature, di suscitare rinnovato coraggio, di combattere ogni forma di rassegnazione, di promuovere la cultura della vita, dell’amore e del perdono.



  1. L’attenzione al mondo comunicativo dei giovani e al suo linguaggio e insieme un’intensa educazione ai mass-media come occasione di crescita e di liberazione dalle nuove ‘dipendenze’ e falsi modelli. Occorre comprendere la ‘cultura giovanile’.



  2. La crescente realtà dell’emarginazione e devianza (droga, alcool, microcriminalità, drop out, realtà dell’immigrazione, crescita degli handicap, ecc.)......



  3. Una nuova attenzione alle giovani di fronte ai nostri notevoli ritardi culturali, sociali ed ecclesiali, perché si trasformi la falsa emancipazione e banalizzazione della femminilità in vera espressione di uguale dignità, originale presenza, corresponsabile impegno.



  4. Una decisa azione per l’impegno socio-politico perché l’urgenza riconosciuta dai Vescovi italiani vale certo in modo particolare per la nostra realtà siciliana.....Camminando all’insegna dell’onestà, della legalità, della chiarezza e della trasparenza nella gestione della cosa pubblica e promuovendo i diritti e non i favoritismi specie per la prima occupazione di tanti giovani.



  5. Una educazione urgente alla solidarietà e alla mondialità soprattutto perché.....è necessario creare una più valida mentalità dell’accoglienza dei tanti giovani esteri e una attitudine al dialogo sincero, aperto, ma anche evangelizzante nell’incontro coi giovani di altre religioni.



  6. Urge ancora educare preadolescenti e adolescenti ‘a rischio’ alla gratuità e al servizio, al rispetto dell’ambiente, della persona e della vita.



Domande ed urgenze configurano un complesso di ‘sfide’, cioè un insieme di provocazioni e di opportunità poste di fronte alla comunità ecclesiale che è chiamata e rispondere con coraggio ma anche con una creatività e una sperimentazione che si carica di fiducia e di speranza”.

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Dalla lettura dei progetti presi in considerazione, posso affermare che le ‘urgenze’ pastorali evidenziate da essi, siano le seguenti : il rapporto tra i giovani e la scelta di vita consacrata ; i giovani e l’’educazione all’amore’ ; la realtà del disagio giovanile e dell’emarginazione con la risposta del volontariato giovanile ;

i giovani e l’impegno socio-culturale-politico, con uno sguardo al fenomeno della comunicazione di massa.



Da alcuni progetti, poi, vengono evidenziate alcune ‘nuove urgenze’, non riconducibili ad una delle priorità espresse finora : ad esse dedicherò un paragrafo a parte.



1 - Giovani e vocazione alla vita consacrata.



Prima di evidenziare i contributi che ci vengono offerti dai vari progetti su questo argomento, vorrei far riferimento a quello che afferma il progetto della Diocesi di Vicenza, quando dichiara che a fronte di una complessità sociale e di una pluralità di proposte, si verifica anche una compresenza di aspetti facilitanti e di ostacoli in ordine alla organizzazione della propria personalità e alle scelte vocazionali di ogni tipo.



I giovani, quindi, hanno difficoltà nel rispondere alla chiamata del Signore, spesso proprio perché vi sono ‘tensioni’ negative che non favoriscono una presa di posizione di questo tipo.



Queste tensioni negative vengono raggruppate dal documento in tre ambiti : l’ambito dell’identità personale, quello della relazionalità e quello dei valori.



Concludendo questa analisi, il progetto afferma che :

”Vi sono una conclamata proclamazione di libertà e una affermazione di protagonismo che però non corrisponde molto a verità, viste le pesanti pressioni di omologazione e le imposizioni di modelli di comportamento, pena l’essere subito emarginati e non considerati.



Vengono sperimentate non solo la pratica impossibilità di seguire tutte le stimolazioni che vengono offerte, ma anche la concreta perdita delle evidenze etiche fondamentali e dei riferimenti valoriali di base, per cui riesce difficile il senso della continuità e la percezione di ciò che merita di essere scelto e vissuto.



I giovani riconoscono l’importanza di certi valori (pace, giustizia,....), però a loro non è chiaro come tali valori possono essere praticabili concretamente in questo tempo.



L’’attimo fuggente’ risulta più allettante di ogni faticosa opera di mediazione e di progettualità”.

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Anche il progetto di Latina si sofferma su una definizione dei problemi inerenti il rapporto tra giovani e vocazione :

”E’ vero : varie difficoltà determinano la situazione attuale : il clima di accentuato soggettivismo che si accompagna alla ricerca esasperata del piacere (“La vita è mia e ne faccio quel che mi pare e piace”) ; il calo demografico e la spinta della famiglia a intraprendere strade più facili e redditizie ; la fragilità psicologica e le grandi perplessità dei giovani di fronte alle scelte definitive, tutto questo spiega abbastanza il calo delle vocazioni, ma non spiega tutto. Bisogna avere il coraggio di riconoscere che la crisi in atto è sintomo di una crisi di fede : mancano vocazioni perché è calata, nelle famiglie e nelle comunità, la tensione ad una vita più evangelica ; perché i consacrati non sempre danno una limpida testimonianza di essere felici del loro stato ; perché si è abbandonata la direzione spirituale ; perché la proposta vocazionale viene incomprensibilmente rimandata o è fatta in modo timido e generico....”.

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Per tutti questi motivi, la pastorale vocazionale si presenta come particolarmente urgente agli occhi di tutta la comunità cristiana :



La crescita non è semplicemente frutto di iniziativa o di sforzo personale, né di una intelligente collaborazione delle varie comunità educative o esigenza di realizzazione di sé : è prima di tutto la risposta ad una chiamata divina. La Chiesa sa di dover aiutare il giovane a percepire e discernere questa chiamata....Ritengo perciò fondamentale che ognuno nella Chiesa - secondo le sue responsabilità - si ponga nell’atteggiamento di favorire il discernimento, lo sviluppo e la crescita di giovani e di ragazze chiamati alla speciale consacrazione di sé a Cristo. Considero e indico tale atteggiamento, nutrito di preghiera, sostenuto dalla catechesi e accompagnato dalla testimonianza della carità nella particolare espressione della ‘guida spirituale’, come uno degli obiettivi principali della pastorale giovanile. In realtà una pastorale giovanile diventa completa ed efficace quando è propositiva di tutte le vocazioni, favorisce la scoperta della vita come dono ricevuto e sostiene, attraverso contenuti articolati e continuativi, il lavoro personale di maturazione perché la vita diventi bene donato agli altri”.

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Le vocazioni cosiddette ‘di speciale consacrazione’ nonché la vocazione missionaria ‘ad gentes’, sono necessarie per volontà di Cristo all’essere stesso della Chiesa ; quindi si impongono maggiormente alla pastorale ecclesiale, soprattutto giovanile....E’ dovere di tutta la comunità cristiana aiutare ogni suo membro a prendere nella libertà le proprie decisioni vocazionali, alla luce della volontà del Signore.



I genitori, i sacerdoti, gli insegnanti, gli educatori e in genere coloro che sanno di avere una responsabilità verso i fratelli, sono tenuti ad impegnarsi in permanenza per creare nel proprio ambiente le condizioni di fede e di libertà che mettono ciascuno in grado di operare responsabilmente le proprie scelte”.

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Trattando degli orizzonti giovanili e delle vocazioni che il Signore dà ai giovani, non posso non soffermarmi su una vocazione specialissima e sempre attuale, qual è quella al Sacerdozio......Le vocazioni, sia pure lentamente, vanno crescendo anche da noi e cresceranno ancora di più quando la famiglia, la parrocchia e le realtà ecclesiali avranno preso finalmente coscienza che questo è il problema più scottante per la Chiesa e che il primo nostro compito è quello di assicurare, per il prossimo futuro, sacerdoti santi, dotti e pastoralmente preparati”.

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2014-07-19 18:44
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