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Vede Gesù coronato da Re collo scettro di comando in mano e le dice: "Io sono il Re dei re e il Signore dei dominanti"

Vede Gesù coronato da Re collo scettro di comando in mano e le dice: "Io sono il Re dei re e il Signore dei dominanti".


Continuando il mio solito stato, il benedetto Gesù quanto appena è venuto in atto di reggere e di dominare tutti e di regnare; con la corona di Re in testa e lo scettro di comando in mano. E mentre Lo vedevo in questo posizione, mi ha detto, però in latino ma io lo dico secondo che ho capito: "Figlia mia, Io sono il reggitore dei Re, Signore dei dominanti, ed a Me solo spetta questo diritto di Giustizia, che Mi deve la creatura, e che non dandomelo, Mi disconosce come Creatore e Padrone di tutto." E mentre ciò diceva, pareva che prendesse in pugno il mondo e lo rovesciasse sottosopra per fare che le creature si sottoponessero al suo regime e dominio. Ed in questo mentre, vedevo pure come nostro Signore reggeva e dominava l'anima mia con una maestria tale che mi sentivo tutta inabissata in Lui, e da Lui partiva il regime della mia mente, degli affetti, dei desideri; sicché tra me e Lui passavano tanti fili elettrici e che tutto dirigeva e dominava.

6 Agosto 1904

L'anima solitaria va cercando Gesù, dolore per non poterlo trovare. La privazione di Gesù è pena di fuoco che consuma.


Questa mattina, me la sono passata amarissima per la privazione del mio sommo ed unico Bene. Era tanto il dolore della privazione, che trovandomi fuori di me stessa, era tanta la pena, che la stessa pena mi somministrava tale fortezza, che ciò che provavo volevo distruggere, come intoppo per trovare il mio tutto Iddio, e non trovandolo gridavo, piangevo, correvo più che vento, volevo tutto scompigliare, mettere tutto sossopra per trovare la vita che mi mancava. Oh, privazione quanto intensa è la tua amarezza, il tuo dolore sempre nuovo, e perché nuovo l'anima sente sempre nuova l'acerbità della pena. L'anima mia sente come se una sol carne si separasse in tanti brandelli e tutti quei brandelli chiedono con giustizia la propria vita; e solo la troveranno se trovano Iddio, più che vita propria. Ma chi può dire lo stato in cui mi trovavo? In questo mentre vi sono accorsi Santi, Angeli, anime purganti. Facendomi corona intorno, ed impedendomi di correre compatendomi ed assistendomi ma per me era tutto inutile, perché in loro non trovavo Colui che solo poteva lenire il mio dolore e restituirmi la vita, e più gridavo, e piangendo dicevo: "Ditemi, dov'è, dove Lo posso trovare? Se volete avere di me pietà non indugiate ad indicarmelo che più non posso!" Onde dopo ciò è uscito da dentro il fondo dell'anima mia, che pareva fingesse di dormire, senza prendere pena della durezza del mio povero stato. E ad onta che Lui non ridava pena e dormiva, solo a vederlo ho respirato la sua propria Vita, come si vestiva l'aria, dicendo: "Oh, sta qui con me, però non è assicurata la mia pena ché nel vederlo neppure mi dava retta". Quindi, dopo molto penare, come se si fosse svegliato mi ha detto: "Figlia mia, tutte le altre tribolazioni possono essere penitenze ed espiazioni, soddisfazioni; ma la sola privazione è piena di fuoco che accende, consuma, annienta e non si arrende, se non vede distrutta la vita umana. Ma mentre consuma vivifica e vi costituisce la Vita Divina".

7 Agosto 1904

Come il patire distorna lo sdegno divino.


Trovandomi nel solito mio stato, mi sono trovata circondata da Angeli e Santi, i quali mi hanno detto: "E' necessario che tu soffri di più, per le cose imminenti che stanno per succedere contro la Chiesa; che se non succederanno imminenti, il tempo le farà succedere più miti e di minore offesa di Dio". Ed io ho detto: "Sta forse in mio potere il patire? Se il Signore me lo dà, volentieri soffrirò. Volentieri". In questo mentre mi hanno presa e mi hanno condotta dinanzi al Trono di nostro Signore, e pregavano insieme che mi facesse soffrire. E Gesù benedetto, venendoci incontro in forma di Crocifisso, mi partecipava le sue pene e non solo una volta ma quasi tutta la mattinata me la sono passata in continue rinnovazioni di crocifissione, e dopo mi ha detto: "Figlia mia, le sofferenze distornano il mio giusto sdegno, e si rinnova la Luce della Grazia nelle menti umane.

Ah, figlia, credi tu che saranno i secolari i primi a perseguitare la Chiesa? Ah, no, saranno i religiosi, gli stessi capi che fingendosi per ora figli, pastori, ma in fondo sono serpi velenosi, che avvelenano sé stessi e gli altri, che daranno principio a lacerare tra loro stessi questa buona madre; e poi seguiteranno i secolari". Dopo, avendomi chiamata l'ubbidienza, il Signore si è ritirato ma tutto amareggiato.

8 Agosto 1904
2014-07-19 18:44
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